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ARCHITETTURA ORGANICA :
storia, teoria, scritti, argomentazioni, attualità
ARCHITETTURA ORGANICA ITALIA : Progettare, costruire e abitare con Dio , di Carlo Sarno
Carlo Sarno
PROGETTARE , COSTRUIRE E ABITARE CON DIO
La finalità principale dell’Architettura è la realizzazione dell’amore di Dio nel mondo. Ciò significa che l’Architettura è buona ed organica quando scaturisce da un atto di amore che concorre al buon vivere ed al buon abitare e, quindi, alla libera e vera espressione di buoni sentimenti e buone azioni.
A tutti gli abitanti che desiderano vivere con verità e amore.
Introduzione
Nell’Antico Testamento della Bibbia così si legge:
“ Con la sapienza si costruisce la casa,
con la prudenza si rende salda,
con la scienza (e l’arte) si riempiono le sue stanze
di tutti i beni preziosi e desiderabili” (Prov.24,3/4)
e dopo la Parola del Vangelo possiamo aggiungere:
“ E con l’amore di Dio si vive, si abita, si progetta e si costruisce “.
Il nuovo principio dell’architettura è l’amore cristiano inteso come carità universale.
Vitruvio, nell’età dell’impero romano, nel suo trattato ‘Dell’Architettura’ sentenziò che qualsiasi opera architettonica ha tre requisiti fondamentali: la firmitas, l’utilitas e la venustas, cioè rispettivamente la solidità, l’utilità e la bellezza; nel libro I° , cap.3 scrisse : “ Solidità, quando le fondamenta costruite con materiali scelti con cura e senza avarizia, poggeranno profondamente e saldamente sul terreno sottostante ; utilità, quando la distribuzione dello spazio interno di ciascun edificio di qualsiasi genere sarà corretta e pratica all’uso ; bellezza, quando l’aspetto dell’opera sarà piacevole per l’armoniosa proporzione delle parti ottenuta con adeguato calcolo delle simmetrie “.
Con l’avvento della Parola di Cristo possiamo aggiungere alle tre categorie classiche una quarta che le completa e le finalizza ad un progetto creativo di respiro universale :” la Caritas “.
Scrisse S.Paolo nella I° lettera ai Corinzi :” La carità è paziente, è benigna la carità, non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. “.
La carità rende partecipe l’architettura della vita divina, la libera, la proietta in una dimensione sovrastorica sebbene ancorata ai bisogni della collettività : una vera architettura è lievito per la civiltà .
Quindi i requisiti di una buona architettura risultano :
firmitas --- solidità
utilitas --- utilità > epoca pagana
venustas --- bellezza
caritas --- amore > epoca cristiana
La buona architettura , la vera architettura è espressione di buoni sentimenti, promuove l’amore come partecipazione alla vita in tutte le sue forme, diffonde la vera libertà, è congruente con il buon vivere ed il buon abitare. Una buona architettura organica alla vita è sempre legata all'uomo , al luogo e al tempo , tre variabili che non si ripetono mai . Si sviluppa con amore , verità e libertà dall'interno verso l'esterno , dalla vita interiore che si svolge nello spazio all'ambiente esterno .
Dio è la misura, la proporzione ed il fondamento della buona architettura intesa come opera caritatevole.
E’ l’amore di Dio che agendo nella realtà, nel cuore degli abitanti , dei costruttori e dei progettisti genera una buona architettura organica alla vita .
Il fondamento dell’architettura è l’amore ,
e poiché Dio è amore ,
il fondamento dell’architettura è Dio .
Carlo Sarno , 2000 .
PROGETTARE , COSTRUIRE E ABITARE CON DIO
PRIMA PARTE
PROLOGO
La finalità principale dell’architettura è la realizzazione dell’amore di Dio nel mondo. Ciò significa che l’architettura è ‘buona’ quando scaturisce da un atto di amore che concorre al buon vivere ed al buon abitare e, quindi, alla libera espressione di buoni sentimenti e buone azioni.
La buona architettura si fonda sulla carità universale. Da sempre l’architettura ha avuto un dialogo con l’amore, ma adesso è giunta l’ora di porre chiaramente la carità di Dio a fondamento del ‘fare bene’ in architettura.
L’essere umano ha bisogno di vivere con Dio, di esprimere la realtà di Dio, di comunicare la realtà di Dio.
Dio è inconoscibile: Gesù, parola viva di Dio ce lo ha rivelato. Noi immersi nel peccato possiamo intravedere la pura realtà di Dio mediante la grazia e la nostra fede.
Nel medioevo l’arte, l’architettura e la cultura in generale contribuivano a divulgare il Vangelo. Bisogna recuperare questo ruolo perduto dell’arte e della cultura. Il vero architetto è colui che coniuga l’intuizione mistica con l’intuizione artistica e scientifica. La vera architettura è quella che ci parla del mistero di Dio. Il vero architetto opera illuminato dallo Spirito Santo. L’intuizione può pervenire ad espressioni pure che possono rappresentare la pura realtà di Dio.
Occorre ricercare nell’architettura le forme, le relazioni, le funzioni, le tecnologie, le combinazioni cromatiche, le geometrie e proporzioni, i contenuti, i simboli, ecc. che possono esprimere organicamente le connessioni proprie al messaggio evangelico.
L’architettura non può esistere senza Dio, è presenza di Dio, ha un solo significato: quello di esprimere la realtà di Dio.
Architettura come carità significa architettura come amore verso Dio e verso il prossimo alla maniera di Gesù.
LA MISSIONE DEGLI ARCHITETTI E DEI COSTRUTTORI
La missione degli architetti e dei costruttori è la creazione di oggetti e spazi e relazioni per il buon vivere ed il buon abitare.
Tutte le categorie e le regole dell’architettura sono sottoposte all’universale principio dell’amore. Si realizza una buona architettura organica alla vita trasformando l’amore in forme, funzioni e relazioni ad esso congruenti nel campo architettonico.
La missione degli architetti e dei costruttori è la realizzazione dell’amore nell’architettura: applicare l’amore nell’architettura significa realizzare una buona architettura.
Amore è giustizia, verità e bellezza nell’architettura. Amore è semplicità, chiarezza e onestà. Amore è buona e organica architettura.
AMORE PER LA VITA
Per una buona architettura ci vuole un grande amore per la vita, intesa in tutte le sue forme. La vita è la bellezza, la luce dell’esistenza, il soffio divino che alimenta tutte le cose. La vita è la Parola di Dio.
L’amore è la direzione verticale nella spirale evolutiva della vita.
L’architettura è organicamente legata alla vita , profondamente umana , intensamente pervasa di amore.
L’architettura è la scienza dell’abitare al servizio dell’amore per la vita. L’amore è armonia, serenità , bellezza , unità nella varietà, organicità e integralità , la qualità che fa stare insieme tante parti diverse, apparentemente contrapposte, ma poi risultanti nell’insieme belle e gioiose.
L’architettura è speculare alla vita, riflette la vita in tutta la sua complessità, materiale e spirituale , si genera dall'interno verso l'esterno .
La vera architettura concorre alla realizzazione della volontà di Dio, alla ricerca della verità, alla comprensione della vita di Dio come comunione con l'umanità e la natura .
LIVELLO GLOBALE E LOCALE
Per una buona architettura occorre un buon vivere, un buon esistere, e ciò deve accadere sia a livello globale, contestuale, per quanto riguarda la società e l’intera umana civiltà, sia a livello locale, nella capacità dell’individuo di abitare pienamente e sanamente lo spazio-tempo-luce in cui vive.
Il livello globale si estende dall’universo fisico all’universo spirituale dell’uomo e comprende la connessione dell’uomo con una realtà più generale e complessa in tutte le sue articolazioni.
Il livello locale puntualizza il rapporto stretto che intercorre tra l’individuo ed il suo spazio fisiologico e spirituale, necessario ad abitare.
BONTA’ NELL’AGIRE
Spesso si perde di vista nei diversi mestieri l’idea di bontà, cioè il fine realizzabile con un’opera buona , congruente con l’amore di Dio.
Si è distratti dal profitto economico, dall’efficienza produttiva, dai falsi ostacoli legislativi, da una teoria troppo fredda e astratta, da sentimenti disonesti verso la società.
Anche nel campo dell’architettura spesso ci troviamo di fronte ad enormi errori di progettazione e costruzione, errori che un qualsiasi modesto buon senso avrebbe potuto evitare. Ciò accade perché si perde di vista il fine del proprio operare, la positività del proprio essere nel mondo.
Prima di una ottimale progettazione e costruzione funzionale, tecnologica ed estetica ci deve essere la ricerca di un buon spazio di esistenza, di uno spazio che susciti comportamenti rivolti al bene, alla libertà, alla creatività. Un buon spazio-tempo-luce architettonico rinfranca lo spirito, rinvigorisce il corpo, conduce ad una vita sana e costruttiva.
I TRE LIVELLI
Non ci potrà essere una buona architettura se non saranno armonizzati i tre livelli del suo campo di attuazione: primo, il buon vivere ; secondo, il buon abitare ; terzo, il buon progettare e costruire.
Il buon vivere implica una società fondata su principi cristiani o comunque riferiti alla carità, un contesto sano e forte ove gli elementi positivi dell’umanità trovano un terreno creativo adatto.
Il buon abitare è legato all’individuo, alla sua capacità di esistere in un rapporto di carità con l’ambiente circostante, di partecipare alla vita del luogo ove risiede.
Il buon progettare e costruire è l’attuazione in spirito di carità del buon vivere e del buon abitare in forma costruita.
I tre livelli sono interdipendenti ed interagiscono tra di loro : una mancata realizzazione di uno solo di essi danneggia profondamente il sistema urbanistico e architettonico .
UN NUOVO ORIZZONTE
L’amore è il nuovo orizzonte dell’architettura . Tutta la buona architettura deve essere permeata dal principio dell’amore , quindi rivolta al bene e pertanto alla crescita positiva dell’umanità.
In ogni intervento architettonico bisogna sempre tentare , malgrado i vincoli economici, legislativi, ambientali e culturali , di raggiungere il maggior grado di buon vivere e di buon abitare mediante una buona progettazione e costruzione che tenga conto della partecipazione degli utenti all’opera da costruire.
Una buona opera di architettura nasce da un rapporto organico , articolato e sincero di amore tra i diversi attori che concorrono alla sua realizzazione: dall’architetto all’imprenditore , dagli utenti agli operai , ecc.. Nell’insieme una buona architettura è un atto di amore che nasce da una storia di amore.
L’amore di Dio illumina il nuovo orizzonte dell’architettura e apre nuovi scenari alla possibilità umana di creare spazi, relazioni, tecnologie, forme idonee alla realizzazione di quella parte migliore dei nostri sentimenti e delle nostre aspirazioni.
ECOSISTEMI SPIRITUALI
Perché una persona possa sviluppare le proprie virtù e le proprie capacità occorre che l’ambiente in cui deve crescere e vivere sia il più possibile armonioso e stimolante.
La religione e la politica creano nel mondo ‘ambienti’ psico-culturali ora più ora meno congruenti allo sviluppo dell’individuo e alla sua capacità di vivere e di abitare. La condizione primaria per un buon vivere nella società è quindi che i due massimi sistemi, quello religioso e quello politico-economico, siano positivi nel senso di consentire un sano progresso e miglioramento nelle condizioni di vita generale, ovvero promuovano modelli di civiltà sempre più congruenti con la piena realizzazione dell’essere umano come individuo e come parte di una collettività.
Molte volte accade però che il messaggio religioso venga male interpretato, istituzionalizzato o utilizzato per fini non troppo leciti; così anche spesso abbiamo sistemi politici che navigano indipendentemente dalla volontà del popolo e di Dio, generando attriti sociali e pericolose reazioni.
Il buon vivere può svilupparsi solo dove la religione e la politica diventano un solo corpo con la coscienza dell’individuo, con le gioie e le sofferenze dell’essere umano, con la volontà profonda e vera di vivere e di abitare in pace, libertà, fratellanza, tranquillità e, soprattutto, con l’amore di Dio.
ESSERE IN ARMONIA
Il concetto di essere in armonia, cioè esistere in armonia, è a fondamento della crescita positiva della civiltà umana.
Rispettare le leggi di Dio significa esistere in modo buono, conveniente , organico , libero , creativo .
L’esistere degli esseri umani si attualizza nell’abitare, e l’abitare si estende nello spazio-tempo-luce architettonico. Porre quindi leggi armoniche nello spazio-tempo-luce dell’architettura.
L’armonia della legge è l’armonia dei cuori puri che si trasmette e trasforma lo spazio-tempo-luce dell’abitare
L’esistere in maniera buona comporta un potenziamento del bene in architettura.
ARCHITETTURA ECOLOGICA
Architettura ecologica significa oggi un’architettura in sintonia con la natura, con le esigenze fisio-psichiche dell’uomo, con la sua necessità di abitare sano .
Tale architettura molte volte viene interpretata dai suoi promotori nel senso di un materialismo vitalistico, ove la sanità del corpo e della psiche spesso prescindono dai valori più profondi e spirituali.
Non è detto che una casa sana sia buona spiritualmente, così come non è detto che una persona sana sia buona moralmente.
Occorre fare attenzione a non deformare la lettura di tutta l’architettura con un occhio solo ecologico o bioarchitettonico. L’architettura è lo specchio dell’uomo, della sua complessità fisica, psichica e spirituale.
Una ecologia dei cuori degli abitanti, progettisti e costruttori di questo pianeta è il vero presupposto per una buona e sana architettura.
IL VIVERE SOCIO-ECONOMICO
Per vivere gli uomini hanno bisogno gli uni degli altri. L’interscambio tra gli individui è continuo ed avviene nei modi più disparati e secondo regole a volte ben definite, altre volte molto vaghe.
Esistono rapporti affettivi, rapporti di dipendenza lavorativa ed economica, rapporti di vicinanza, ecc.. Oggi le regole dell’economia di mercato deformano la quasi totalità dei rapporti, alla ricerca di un effimero equilibrio che mai non è raggiunto, ma che di continuo genera conseguenze nefaste per l’umanità intera.
Un errato concetto di economia ha ridotto a cose senza vita la terra, l’uomo e la sua attività, trasformandoli in vuoto denaro. All’economia di mercato occorre sostituire una economia dell’amore che favorisca veramente la vita , la sua sopravvivenza e la sua crescita.
Il buon vivere socio-economico coincide con l’abolizione dell’economia di mercato, con la fine di una falsa rincorsa ad un falso profitto economico, con la morte del denaro come metro di valutazione, con la collocazione di Dio a misura di tutte le cose e con l’attuazione nell’azione sociale della Parola di Dio .
UN VIVERE SEMPLICE
Buon vivere significa vivere semplice, in maniera normale, ove la norma è la Parola di Dio. La semplicità aiuta a capirsi meglio, a non perdere mai di vista gli obiettivi principali della vita: l’amore, la libertà e la ricerca della verità.
Semplicità è amore perché il vero amore è semplice. Semplicità è libertà perché la libertà è semplice. Semplicità è verità perché la verità è semplice. Pertanto vivere semplicemente significa vivere con amore, libertà e verità.
Abitare con semplicità significa dunque vivere con amore, libertà e verità.
La semplicità nel vivere non esclude la complessità nella vita ma evita ciò che è complicato, intricato, forzatamente difficile. La semplicità rende liberi dalla schiavitù di false abitudini e convenzioni. La semplicità può essere complessa ma solo in quanto congruente spontaneamente alla verità del vivere. La semplicità è armonia nella complessità. Il complicato, invece, è disordine stonato nella complessità.
L’abitare, il vivere, possono essere complessi ma semplici. La semplicità non significa impoverimento del vivere, bensì armonia , organicità , ed economia del vivere nella complessità. La semplicità è pienezza di vita e di amore. La semplicità nei rapporti sociali è indice di benessere e civiltà.
Vivere è semplice quando è conforme a Dio.
LA FEDE E LA FIDUCIA
I due presupposti essenziali per un buon vivere sono: 1) la fede in Dio; 2) la fiducia negli altri.
La fede in Dio aiuta ad essere buoni, liberi, a camminare sulla strada giusta, a non avvilirsi allorchè il contesto risulta avverso, a creare cose utili per la società, a progettare e costruire secondo l’insegnamento di Dio, a comprendere l’universo che ci circonda, a vivere il Vangelo.
La fiducia negli altri continua l’opera di costruzione civile della fede in Dio. La fiducia nel prossimo concorre ad una vita di partecipazione, libertà, armonia, allo stabilirsi di un profondo legame sociale, ad una pura, spontanea e vera solidarietà sociale, all’abolizione degli squilibri economici, ad una giusta distribuzione della ricchezza economica e sociale, ad un innalzamento dei valori spirituali a fondamento della società civile.
Coltivando la fede in Dio e la fiducia nel prossimo l’essere umano pone le basi per la creazione di una società libera e forte, dove l’amore direzionerà ogni scelta e l’interesse di ognuno sarà anche l’interesse di tutti.
La fede in Dio e la fiducia nel prossimo sono i costituenti essenziali per una civiltà umana migliore da realizzarsi nell’amore, nella libertà e nella verità.
ESISTENZA ED EFFICIENZA
Il buon vivere è legato ad un esistere in maniera efficiente. L’esistere si attualizza nel fare, ed il grado di bontà di questo nostro operato testimonia dell’efficienza, cioè della nostra capacità di produrre qualcosa di utile e buono per la collettività.
Purtroppo spesso capita che gli uomini, inseriti in una triste economia di mercato dove l’efficienza viene separata dalla bontà di prodotto e dalla bontà di esistenza, si ritrovano alienati nel loro lavoro, inconsapevoli della lacerazione avvenuta tra il buon vivere e la loro produttività.
La vuota efficienza, ovvero l’efficienza per il denaro, per l’accumulo del capitale, snatura l’uomo dai suoi fini più alti. La vera efficienza, invece, concilia il lavoro con il buon vivere, crea prodotti per un buon vivere.
L’efficienza legata all’esistenza e alla bontà crea i presupposti per una vita migliore all’insegna dell’amore. Anche gli architetti, gli ingegneri, i geometri, i costruttori, gli operai, gli abitanti, gli impiegati comunali addetti, gli amministratori, devono porre la loro efficienza al servizio del buon esistere per sé e per gli altri.
Esistere senza essere efficienti, senza partecipare alla creazione di un mondo migliore è un peccato. Occorre quindi saper esistere per poter saper essere efficienti, per saper promuovere un buon vivere per tutti.
UN ABITARE SEMPLICE
Per abitare con semplicità occorre abitare con fede, speranza e carità.
Con fede, perché è bene abitare con la fede nella vita, negli altri, in Dio, perché dona lealtà, fermezza, onestà all’abitare.
Con speranza, cioè con quel pio desiderio di tranquillità, sicurezza, pace, che è proprio dell’abitare e della consapevolezza di vivere su di un pianeta fragile ed in una natura imprevedibile.
Con carità, che è quel divino senso di partecipazione a tutto l’universo fisico e spirituale, nel rispetto reciproco, con affetto e comprensione, benevolenza, amore e bontà nei rapporti.
Un abitare semplice significa abitare con amore, in armonia con la legge divina , senza superbia verso la natura e l’umanità.
Un abitare semplice promuove il bene, la libertà, la fratellanza e la buona architettura. Abitare con semplicità significa aver compreso il senso profondo della vita.
IL CUORE DELLO SPAZIO ABITATO
Il cuore di una casa, di una abitazione non è il camino, non è il patio, ecc. , bensì consiste in qualcosa di non tangibile fisicamente, ma percepibile spiritualmente: l’amore di chi vive in quel determinato spazio-tempo-luce.
Un camino non basta a creare un centro della casa, un punto di forza; un patio non diventa un cuore di una abitazione se coloro che fruiscono di quello spazio non amano il luogo in cui vivono.
Per percepire il cuore dello spazio abitato non c’è bisogno di andare alla ricerca di forti segnali nello spazio: il cuore lo si percepisce anche dai particolari, da un piccolo soprammobile, da un fiore ben posto, da una tavola ben preparata, dal sorriso di un bambino. Il cuore lo si percepisce dalla verità dello spazio, dal messaggio chiaro e forte che proviene dal luogo ove abitiamo: un messaggio di partecipazione alla vita fisica e spirituale in spirito di carità.
Il cuore dello spazio abitato è nell’atmosfera di amore che emerge dalle diverse attività che vi svolgono le persone, attività di legame, collaborazione, costruzione, che trasformano positivamente e organicamente l’architettura del luogo. E' per questo che la vera architettura organica si genera sempre dall'interno verso l'esterno .
Il cuore dello spazio abitato siamo noi, il cuore buono dello spazio è Dio.
IL SENSO DEL RICOVERO
Lo spazio-tempo-luce creato da una buona architettura infonde sempre un senso di sicurezza, protezione, comodità. In altre parole, avvertiamo il senso del ricovero, cioè di una architettura organica rispondente a determinate esigenze in modo spontaneo, genuino, gioioso.
La sensazione del ricovero genera la tranquillità in chi fruisce quel particolare spazio-tempo-luce e crea la premessa per un buon vivere e quindi per un buon abitare.
Il senso del ricovero corrisponde alla ricerca di Dio come rifugio e salvezza per la nostra anima. Una buona architettura ed un buon abitare comunicano la presenza di Dio e promuovono un buon vivere.
L’essere umano ricerca nello spazio-tempo-luce architettonico la sensazione di ricovero come si ricerca un vecchio amico, con la necessità di un incontro familiare, affettuoso, sicuro, vero.
Il senso del ricovero si fonda sia sui valori spirituali dell’uomo sia sui bisogni fisio-psichici. Il senso del ricovero non è dato soltanto dalla mera apparenza delle forme o da tecnologie che ottimizzano la funzionalità dello spazio, ma dalla capacità di infondere amore nell’abitare e nello spazio-tempo-luce architettonico.
Il senso del ricovero è la certezza di essere in presenza di amore, di abitare con amore e di poter vivere con amore.
L’OSPITALITA’
Un buon abitare implica una buona architettura, cioè uno spazio-tempo-luce capace di ospitare comodamente le diverse attività dell'uomo.
Non ci può essere un buon vivere se non c'è pure una buona ospitalità, ovvero quella capacità degli esseri umani di accogliersi l'un l’altro, di aprire l’intimità del proprio abitare all’esterno, alla società, al prossimo.
L’ospitalità è legata al vivere ed all’abitare in libertà, senza pregiudizi. Ospitalità significa accettare gli altri, offrire, dare, far godere, essere generosi, cortesi, cordiali.
L’essere ospitali vuol dire amare il prossimo, porre la fratellanza reciproca come valore supremo.
La casa, lo spazio collettivo, la città, devono essere intrinsecamente e organicamente strutturate sul principio dell’ospitalità se si vuole pervenire ad un veritiero buon abitare.
FUNZIONE E VERITA’
Tratto dall’Ecclesiaste, co.29.21 :” Indispensabili alla vita sono l’acqua, il pane, il vestito e una casa che serva da riparo “. Bisogna essere veri e semplici nello scegliere il proprio modo di abitare, cercare di comprendere le più pure necessità della vita fisio-psichica e spirituale e provvedere ad esse con uno spazio-tempo-luce architettonico congruente ed efficiente.
Occorre partire dalla verità dell’abitare, discernere, conoscere con attenzione, seguire la personale e pura intuizione e, solo allora, convergere sul livello funzionale, trasformando le informazioni vere in funzioni altrettanto vere. Una funzionalità priva di verità, non organica alla vita , non strutturata sulla verità delle persone che abitano e sulla verità di Dio, non ha senso, non ha alcun significato, è una inutile applicazione della nostra ragione senza alcuna guida, ragione sottoposta all’effimero vento delle mode e dei nostri desideri più alienati.
Ricercare la verità, perseguire il buon abitare, disporre delle buone funzioni nello spazio-tempo-luce dell’architettura, utilizzare forme e tecnologie che migliorano la nostra vita, questi sono i veri obiettivi che dobbiamo porci nella progettazione e costruzione. La verità illumina la ricerca di una buona funzionalità organica , la illumina dall'interno verso l'esterno .
La funzione architettonica riflette la verità dell’abitare, nel bene e nel male, ed è per questo che occorre porre prima l’amore di Dio, poi il buon vivere, poi il buon abitare ed infine la verità funzionale intesa come buona architettura organica .
UMILTA’ E RISPETTO
Il buon abitare è umiltà; questa non è intesa come comportamento sottomesso, bensì come forza della semplicità. Il buon abitare è degno di rispetto se riflette la verità. Quindi, umiltà e rispetto significano rispettivamente: forza della semplicità e verità dell’abitare.
L’umiltà ed il rispetto conducono ad una dignità dell’abitare, ad una stima reciproca con il prossimo e con Dio. L’umiltà ed il rispetto sono valori essenziali per un buon vivere ecumenico, organico , all’unisono con l’amore che infonde Dio nell’umanità per farci pervenire ad una vita pura, libera e vera. Non ci potrà essere buon vivere se l’essere umano non sarà capace di abitare con umiltà e rispetto.
L’umiltà nell’abitare scaturisce dal rispetto di Dio, e con l’umiltà che è in noi si costruisce il rispetto dell’abitare come dignità di vita. Insieme, l’umiltà ed il rispetto dell’abitare generano la buona architettura organica intesa come verità e amore.
ABITARE CON DIO
Abitare con Dio significa abitare con amore: Dio è con noi, dentro di noi, intorno a noi. Abitare con amore significa partecipare alla creazione, vuol dire esistere con verità nello spazio-tempo-luce.
Abitare con Dio significa abitare con il prossimo, essere aperti ad uno scambio e ad un aiuto reciproco, ad un rapporto armonico con l’ambiente che ci circonda.
Come noi sapremo far abitare Dio nelle nostre coscienze, così all’esterno nell’architettura si rispecchierà la maniera con cui abbiamo accolto l’amore di Dio.
Il buon vivere, il buon abitare e la buona architettura sono realizzabili solo con l’amore di Dio. Solo se accetteremo Dio dentro di noi e lo vivremo, potremo asserire di abitare con Dio e di agire e costruire in consonanza con il suo amore.
Abitare con Dio significa amare Dio e il prossimo, significa abitare con gioia, allegria, serenità, pace, libertà, altruismo, misericordia, umiltà, prudenza, giustizia, fortezza, temperanza, fede, speranza e carità.
UNA CASA SEMPLICE
La casa è lo specchio del nostro esserci, del nostro vivere quotidiano, intimo, personale, è l’espressione di ciò che siamo, che siamo stati e che saremo o che vorremmo che fossimo.
Le nostre aspirazioni, i nostri bisogni, i nostri affetti, il nostro altruismo, la nostra personalità, il nostro senso civico, si riflettono nella casa, nell’abitare.
La casa è espressione dello spirito dell’umanità e quindi dei suoi valori più alti. Tale compito richiede una qualità essenziale: la semplicità. Semplicità non intesa come banalità, assuefazione ad un canone standard, bensì la pura, sana , organica e buona espressione del nostro esserci.
Un buon abitare conduce ad una casa buona, una casa buona ad una casa semplice come risultato di un progetto e di una costruzione buona.
Una casa semplice è congruente al modo di abitare, è in armonia con l’ambiente circostante, esprime l’amore per la vita e la verità dell’esserci, è il risultato di una buona costruzione e di una buona progettazione, esprime la dignità del vero abitare.
Una casa semplice è spontanea, libera, prudente, giusta, forte e dolce. Una casa semplice è opera della volontà di Dio.
ARCHITETTURA COME ESPRESSIONE DI BUONI SENTIMENTI
L’architettura non deve ricercare spazi creati da un vuoto formalismo, da una teoria estetica di tipo ‘puro visibilista’ che comporta una espressione solo formale legata ad astratti canoni estetici.
La buona architettura rifugge da una rappresentazione simbolica dello spazio priva del senso etico e morale dell’uomo .
La buona architettura è espressione di verità , bellezza e giustizia , tre momenti che convergono nell’idea primaria di carità . Pertanto se l’architettura vorrà essere buona dovrà ispirarsi alla bontà infinita di Dio e di conseguenza attuare i tre canoni estetici assoluti : verità , bellezza e giustizia.
La buona architettura dovrà esprimere buoni sentimenti attraverso le proprie forme, le proprie tecnologie e le proprie relazioni spaziali, dovrà essere un evento intensamente umano, profondamente vera, giusta e bella, essenzialmente libera , organica e buona.
Una buona architettura promuove un vivere buono secondo l’insegnamento di Dio; una buona architettura è pura come l’anima di un bambino.
Una buona architettura si fonda sulla carità, esprime la carità di chi sa esistere nel mondo in organica armonia con gli altri esseri e con Dio.
ALLA RICERCA DELLE FORME BUONE
Occorre ricercare nel fare architettura le forme simboliche che esprimono il buono, il bello, il bene, il vero, il giusto, la libertà e la carità di Dio.
Gesù disse:” Il regno dei cieli è per chi è come i bambini “. Dai bambini, dai puri di cuore, la sorgente delle forme simboliche buone, dell’espressione di buoni sentimenti, di atteggiamenti improntati alla verità e libertà.
Il cuore dell’architettura deve raggiungere la purezza dei cuori dei bambini se vuole essere pienamente nel cuore di Dio.
AMORE, STILE E ARCHITETTURA
Non necessita stile per una buona architettura, bensì occorre buon senso nella scelta delle soluzioni in armonia al luogo, al tempo e principalmente all’uomo.
Molti grandi architetti sono rimasti incapsulati nell’orgoglio del loro stile personale, molte volte perdendo di vista la buona riuscita dell’opera architettonica nella sua globalità. Spesso la esasperata sperimentazione e ricerca della novità conduce a mode effimere e contrarie all’umanità.
La creatività, la genialità, la libertà, non si attuano con l’imporre uno stile, bensì operando nell’architettura all’insegna dell’amore di Dio ed utilizzando di volta in volta in modo organico materiali, tecnologie, criteri funzionali, economici, estetici, diversi soltanto per la buona riuscita dell’opera e per il bene di tutti.
LA VOLONTA’ DEL COMMITTENTE
La volontà del committente va rispettata, la richiesta di determinati spazi e relazioni per la realizzazione di un particolare modo di abitare e vivere va rispettata.
Nessuno può giudicare secondo una astratta idea oggettiva che semplifica e restringe la libertà e la varietà delle manifestazioni della vita. Occorre tenere in somma considerazione i bisogni dell’utente per realizzare un buon progetto organico di architettura.
I progettisti, i costruttori hanno una personale concezione dell’abitare che non deve essere imposta ai singoli abitanti, bensì con umiltà, verità e amore devono confrontarsi e correlarsi con i diversificati desideri degli utenti e soprattutto con la volontà di Dio.
Una buona progettazione e costruzione rispetta la volontà di Dio e del committente, e tenta di armonizzare organicamente il tutto con la finalità di realizzare uno spazio-tempo-luce espressione di amore.
UN PROGETTARE SEMPLICE
La verità è nella semplicità: così anche la vera architettura è nella semplice espressione. Una soluzione progettuale semplice scaturisce da una buona sintesi di intellettualità e sapienza.
L’intelletto promuove una conoscenza più analitica, mentre la sapienza concorre ad una conoscenza più sintetica. La sapienza da sola risulterà carente nel momento attuativo della progettazione, mentre l’intelletto da solo sarà manchevole nella impostazione dei principi che dovranno fare da guida nella soluzione progettuale.
Un progettare semplice nasce da una profonda fede nella sapienza come riflesso della ‘luce’ di Dio e da una pratica intellettuale rigorosa, scientifica, economica, vera e onesta nella sua processualità metodologica.
Il progettare semplice è verità e libertà come frutto congiunto e organico della sapienza, della scienza, della fede, della ragione, della poesia e della tecnica.
ECONOMIA E PROGETTO
Un buon progetto è sempre un progetto economico. Tutta la creazione è un grandioso esempio dell’attuarsi del principio di economia.
Per economia non si intende qui il significato che lega la parola strettamente all’economia di mercato e, quindi, al profitto legato all’accumulo di capitale nella forma alienata del denaro.
Economia nel senso di buon progetto significa la buona organizzazione delle risorse disponibili in modo da ottenere il massimo risultato con il minor dispendio di energia.
Occorre poi chiarire che per massimo risultato nel progetto si intende: l’ottenimento del maggior grado di benessere, la realizzazione di uno spazio-tempo-luce esistenziale ottimale per il buon vivere ed il buon abitare.
Un progetto è economico quando concorre al buon vivere ed al buon abitare, quando la finalità è il rispetto della volontà di Dio, quando il progetto particolare partecipa di una globalità progettuale a carattere spirituale.
Economia nel progetto significa rispetto della natura, del prossimo, di Dio.
UN BUON ARCHITETTO
Un buon architetto è colui che attua il buon progettare e quindi promuove il buon vivere ed il buon abitare.
Un buon architetto deve coltivare per la sua crescita personale e professionale: la sapienza, l’intelletto, il consiglio, la fortezza, la scienza, la pietà e il timor di Dio. Deve inoltre vivere il suo mestiere con fede, speranza e carità, ed agire con prudenza, giustizia, fortezza e temperanza.
Il buon architetto - così anche il buon costruttore, committente, ingegnere, geologo, geometra, operaio, ecc. - è un esempio vivente di verità e amore, in altre parole è presenza di Dio nel mondo.
Dio è dentro di noi e si manifesta nel buon architetto attraverso buoni progetti e la realizzazione di buone opere rivolte al buon vivere ed al buon abitare. Il buon architetto svolge la sua professione con umiltà, rispetto ed onestà.
Il buon architetto vede la sua vita come una missione, vede l’architettura come il mezzo per esprimere l’amore di Dio, vede la sua professione come un servizio per la crescita positiva e organica dell’umanità all’insegna del principio della carità universale.
La finalità principale dell’Architettura è la realizzazione dell’amore di Dio nel mondo. Ciò significa che l’Architettura è buona ed organica quando scaturisce da un atto di amore che concorre al buon vivere ed al buon abitare e, quindi, alla libera e vera espressione di buoni sentimenti e buone azioni.
SECONDA PARTE
PROLOGO
All’origine e fondamento della buona architettura c’è la Parola di Dio.
S.Paolo ci dice :” ...Ciascuno stia attento come costruisce. Infatti nessuno può porre un fondamento diverso da quello che già vi si trova, che è Gesù Cristo. “ (1Cor. 3,11).
Ascoltiamo dunque la Parola di Dio Padre, ascoltiamo Gesù Cristo che è il Figlio di Dio, ascoltiamo la Bibbia che è rivelazione dello Spirito Santo di Dio.
Ascoltiamo la Parola di Dio ovunque Essa si manifesti come amore infinito e universale .
ANTICO TESTAMENTO
(Gn 1,26/28) * E Dio disse: “ Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra “. Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e disse loro: “ Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra”.
(Gn 1,16/17) * Il Signore Dio diede questo comando all’uomo:” Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti “.
(Gn 3,21/24) * Il Signore Dio fece all’uomo e alla donna tuniche di pelli e li vestì. Il Signore disse allora:” Ecco l’uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell’albero della vita, ne mangi e viva sempre!”. Il Signore Dio lo scacciò dal giardino di Eden, perché lavorasse il suolo da dove era stato tratto. Scacciò l’uomo e pose ad oriente del giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada folgorante, per custodire la via all’albero della vita.
(Gn 4,17) * Ora Caino si unì alla moglie che concepì e partorì Enoch; poi divenne costruttore di una città, che chiamò Enoch, dal nome del figlio.
(Gn 6,13/18) * Allora Dio disse a Noè:” E’ venuta per me la fine di ogni uomo, perché la terra, per causa loro, è piena di violenza; ecco, io li distruggerò insieme con la terra. Fatti un’arca di legno di cipresso; dividerai l’arca in scompartimenti e la spalmerai di bitume dentro e fuori. Ecco come devi farla: l’arca avrà trecento cubiti di lunghezza, cinquanta di larghezza e trenta di altezza. Farai nell’arca un tetto e a un cubito più sopra la terminerai; da un lato metterai la porta dell’arca. La farai a piani: inferiore, medio e superiore. Ecco io manderò il diluvio, cioè le acque, sulla terra, per distruggere sotto il cielo ogni carne, in cui è alito di vita; quanto è sulla terra perirà. Ma con te io stabilisco la mia alleanza “.
(Gn 11,1/9) * Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole. Emigrando dall’oriente gli uomini capitarono in una pianura nel paese di Sennaar e vi si stabilirono. Si dissero l’un l’altro:” Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco “. Il mattone servì loro da pietra e il bitume da cemento. Poi dissero:” Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra “. Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che gli uomini stavano costruendo. Il Signore disse:” Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l’inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. Scendiamo dunque, e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l’uno la lingua dell’altro “. Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra.
(Gn 12,1/3) * Il Signore disse ad Abram:” Vattene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò. Farò di te un grande popolo e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e diventerai una benedizione. Benedirò coloro che ti benediranno e coloro che ti malediranno maledirò e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra “.
(Gn 13,5/9) * Ma anche Lot, che andava con Abram, aveva greggi e armenti e tende; e il territorio non consentiva che abitassero insieme, perché avevano beni troppo grandi e non potevano abitare insieme ... Abram disse a Lot:” Non vi sia discordia tra me e te, tra i miei mandriani e i tuoi, perché noi siamo fratelli. Non sta forse davanti a te tutto il paese? Separati da me. Se tu vai a sinistra, io andrò a destra; se tu vai a destra , io andrò a sinistra “.
(Gn 18,2/5) * Abramo alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui. Appena li vide, corse loro incontro dall’ingresso della tenda e si prostrò fino a terra, dicendo:” Mio Signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passar oltre senza fermarti dal tuo servo. Si vada a prendere un po’ di acqua, lavatevi i piedi e accomodatevi sotto l’albero. Permettete che vada a prendere un boccone di pane e rinfrancatevi il cuore; dopo, potrete proseguire, perché è ben per questo che voi siete passati dal vostro servo “. Quelli dissero:” Fa’ pure come hai detto “.
(Gn 28,13) * Ecco il Signore stava davanti a Giacobbe e disse:” Io sono il Signore, il Dio di Abramo tuo padre e il Dio di Isacco. La terra sulla quale tu sei coricato la darò a te e alla tua discendenza...”.
(Gn 36,6/7) * Poi Esaù prese le mogli e i figli e le figlie e tutte le persone della sua casa, il suo gregge e tutto il suo bestiame e tutti i suoi beni che aveva acquistati nel paese di Canaan e andò nel paese di Seir, lontano dal fratello Giacobbe. Infatti i loro possedimenti erano troppo grandi perché essi potessero abitare insieme e il territorio, dove essi soggiornavano, non poteva sostenerli per causa del loro bestiame.
(Es 31,1/11) * Il Signore parlò a Mosè e gli disse:” Vedi, ho chiamato per nome Bezaleel, figlio di Uri, figlio di Cur, della tribù di Giuda. L’ho riempito dello spirito di Dio, perché abbia saggezza, intelligenza e scienza in ogni genere di lavoro, per concepire progetti e realizzarli in oro, argento e rame, per intagliare le pietre da incastonare, per scolpire il legno e compiere ogni sorta di lavoro. Ed ecco gli ho dato per compagno Ooliab, figlio di Achisamach, della tribù di Dan. Inoltre nel cuore di ogni artista ho infuso saggezza, perché possano eseguire quanto ti ho comandato: la tenda del convegno, l’arca della Testimonianza, il coperchio sopra di essa e tutti gli accessori della tenda; la tavola con i suoi accessori, il candelabro puro con i suoi accessori, l’altare dei profumi e l’altare degli olocausti con tutti i suoi accessori, la conca con il suo piedistallo, le vesti ornamentali, le vesti sacre del sacerdote Aronne e le vesti dei suoi figli per esercitare il sacerdozio; l’olio dell’unzione e il profumo degli aromi per il santuario. Essi eseguiranno ogni cosa secondo quanto ti ho ordinato “.
(Es 34,1) * Il Signore disse a Mosè:” Taglia due tavole di pietra come le prime, lo scriverò su queste tavole le parole che erano sulle tavole di prima, che hai spezzate...”.
(Es 34,6/7) * Il Signore passò davanti a lui proclamando:” Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di grazia e di fedeltà, che conserva il suo favore per mille generazioni, che perdona la colpa, la trasgressione e il peccato, ma non lascia senza punizione, che castiga la colpa dei padri nei figli e nei figli dei figli fino alla terza e alla quarta generazione “.
(Es 35,30/35) * Mosè disse agli Israeliti:” Vedete, il Signore ha chiamato per nome Bezaleel, figlio di Uri, figlio di Cur, della tribù di Giuda. L’ha riempito dello spirito di Dio, perché egli abbia saggezza, intelligenza e scienza in ogni genere di lavoro, per concepire progetti e realizzarli in oro, argento, rame, per intagliare le pietre da incastonare, per scolpire il legno e compiere ogni sorta di lavoro ingegnoso. Gli ha anche messo nel cuore il dono di insegnare e così anche ha fatto con Ooliab, figlio di Achisamach, della tribù di Dan. Li ha riempiti di saggezza per compiere ogni genere di lavoro d’intagliatore, di disegnatore, di ricamatore in porpora viola, in porpora rossa, in scarlatto e in bisso, e di tessitore: capaci di realizzare ogni sorta di lavoro e ideatori di progetti “.
(Es 36,1/7) * Bezaleel, Ooliab e tutti gli artisti che il Signore aveva dotati di saggezza e d’intelligenza, perché fossero in grado di eseguire i lavori della costruzione del santuario, fecero ogni cosa secondo ciò che il Signore aveva ordinato. Mosè chiamò Bezaleel, Ooliab e tutti gli artisti, nel cuore dei quali il Signore aveva messo saggezza, quanti erano portati a prestarsi per l’esecuzione dei lavori. Essi ricevettero da Mosè ogni contributo portato dagli Israeliti per il lavoro della costruzione del santuario. Ma gli Israeliti continuavano a portare ogni mattina offerte volontarie. Allora tutti gli artisti, che eseguivano i lavori per il santuario, lasciarono il lavoro che stavano facendo e vennero a dire a Mosè:” Il popolo porta più di quanto è necessario per il lavoro che il Signore ha ordinato “. Mosè allora fece proclamare nel campo:” Nessuno, uomo o donna, offra più alcuna cosa come contributo per il santuario”. Così si impedì al popolo di portare altre offerte; perché quanto il popolo aveva già offerto era sufficiente, anzi sovrabbondante, per l’esecuzione di tutti i lavori.
(Es 39,42/43) * Secondo quanto il Signore aveva ordinato a Mosè, gli Israeliti avevano eseguito ogni lavoro. Mosè vide tutta l’opera e riscontrò che l’avevano eseguita come il Signore aveva ordinato. Allora Mosè li benedisse.
(Lv 14,33/57) * Il Signore disse a Mosè e ad Aronne:” Quando sarete entrati nel paese di Canaan, che io sto per darvi in possesso, qualora io mandi un’infezione di lebbra in una casa del paese di vostra proprietà, il padrone della casa andrà a dichiararlo al sacerdote, dicendo: mi pare che in casa mia ci sia come della lebbra. Allora il sacerdote ordinerà di sgomberare la casa prima che egli vi entri per esaminare la macchia sospetta perché quanto è nella casa non diventi immondo. Dopo questo, il sacerdote entrerà per esaminare la casa. Esaminerà dunque la macchia; se vedrà che l’infezione sui muri della casa consiste in cavità verdastre o rossastre, che appaiono più profonde della superficie della parete, il sacerdote uscirà dalla casa, alla porta, e farà chiudere la casa per sette giorni. Il settimo giorno il sacerdote vi ritornerà e se, esaminandola riscontrerà che la macchia si è allargata sulle pareti della casa, il sacerdote ordinerà che si rimuovano le pietre intaccate e si gettino in luogo immondo, fuori di città. Farà raschiare tutto l’interno della casa e butteranno i calcinacci raschiati fuori di città, in luogo immondo. Poi si prenderanno altre pietre e si metteranno al posto delle prime e si intonacherà la casa con altra calce. Se l’infezione spunta di nuovo nella casa dopo che le pietre ne sono state rimosse e la casa è stata raschiata e intonacata, il sacerdote entrerà ad esaminare la casa; trovato che la macchia vi si è allargata, nella casa vi è lebbra maligna; la casa è immonda. Perciò vi si demolirà la casa; pietre, legname e calcinacci si porteranno fuori della città, in luogo immondo. Inoltre chiunque sarà entrato in quella casa mentre era chiusa, sarà immondo fino alla sera. Chi avrà dormito in quella casa o chi vi avrà mangiato, si laverà le vesti. Se invece il sacerdote che è entrato nella casa e l’ha esaminata, riscontra che la macchia non si è allargata nella casa, dopo che la casa è stata intonacata, dichiarerà la casa monda, perché la macchia è risanata. Poi, per purificare la casa, prenderà due uccelli, legno di cedro, panno scarlatto e issopo; immolerà uno degli uccelli in un vaso di terra con dentro acqua viva. Prenderà il legno di cedro, l’issopo, il panno scarlatto e l’uccello vivo e li immergerà nel sangue dell’uccello immolato e nell’acqua viva e ne aspergerà sette volte la casa. Purificata la casa con il sangue dell’uccello, con l’acqua viva, con l’uccello vivo, con il legno di cedro, con l’issopo e con lo scarlatto, lascerà andare libero l’uccello vivo, fuori città, per i campi; così farà il rito espiatorio per la casa ed essa sarà monda ... Questa è la legge della lebbra. “.
(Lv 19,35/36) * “...Non commetterete ingiustizie nei giudizi, nelle misure di lunghezza, nei pesi o nelle misure di capacità. Avrete bilance giuste, pesi giusti, efa giusto, hin giusto. Io sono il Signore, vostro Dio ...”.
(Lv 20,22) * “... Osserverete dunque tutte le mie leggi e tutte le mie prescrizioni e le metterete in pratica, perché il paese dove io vi conduco ad abitare non vi rigetti ...”.
(Lv 25,29/34) * Se uno vende una casa abitabile in una città recinta di mura, ha diritto al riscatto fino allo scadere dell’anno della vendita; il suo diritto di riscatto durerà un anno intero. Ma se quella casa, posta in una città recinta di mura, non è riscattata prima dello scadere di un intero anno, rimarrà sempre proprietà del compratore e dei suoi discendenti; il compratore non sarà tenuto a uscire al giubileo. Però le case dei villaggi non attorniati da mura vanno considerate come parte dei fondi campestri; potranno essere riscattate e al giubileo il compratore dovrà uscire. Quanto alle città dei leviti e alle case che essi vi possederanno, i leviti avranno il diritto perenne di riscatto. Se chi riscatta è un levita, in occasione del giubileo il compratore uscirà dalla casa comprata nella città levitica, perché le case della città levitica sono loro proprietà, in mezzo agli Israeliti. Neppure campi situati nei dintorni delle città levitiche si potranno vendere, perché sono loro proprietà perenne.
(Lv 26,3/13) * “... Se seguirete le mie leggi, se osserverete i miei comandamenti e li metterete in pratica, io vi darò le piogge alla loro stagione, la terra darà prodotti e gli alberi della campagna daranno frutti. La trebbiatura durerà per voi fino alla vendemmia, e la vendemmia durerà fino alla semina; avrete cibo a sazietà e abiterete tranquilli il vostro paese. Io stabilirò la pace nel paese; nessuno vi incuterà terrore; vi coricherete e farò sparire dal paese le bestie nocive e la spada non passerà per il vostro paese ... Stabilirò la mia dimora in mezzo a voi e io non vi respingerò. Camminerò in mezzo a voi, sarò vostro Dio e voi sarete il mio popolo. Io sono il Signore vostro Dio, che vi ho fatto uscire dal paese d’Egitto; ho spezzato il vostro giogo e vi ho fatto camminare a testa alta ...” .
(Dt 5,6/21) * “... Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese di Egitto, dalla condizione servile. Non avere altri dei di fronte a me. Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù in cielo, né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a quelle cose e non le servirai. Perché io il Signore tuo Dio sono un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione per quanti mi odiano, ma usa misericordia fino a mille generazioni verso coloro che mi amano e osservano i miei comandamenti. Non pronunciare invano il nome del Signore tuo Dio perché il Signore non ritiene innocente chi pronuncia il suo nome invano. Osserva il giorno di sabato per santificarlo, come il Signore Dio tuo ti ha comandato. Sei giorni faticherai e farai ogni lavoro, ma il settimo giorno è il sabato per il Signore tuo Dio: non fare lavoro alcuno né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bue, né il tuo asino, né alcuna delle tue bestie, né il forestiero, che sta entro le tue porte, perché il tuo schiavo e la tua schiava si riposino come te. Ricordati che sei stato schiavo nel paese d’Egitto e che il Signore tuo Dio ti ha fatto uscire di là con mano potente e braccio teso; perciò il Signore tuo Dio ti ordina di osservare il giorno di sabato. Onora tuo padre e tua madre, come il Signore Dio tuo ti ha comandato, perché la tua vita sia lunga e tu sii felice nel paese che il Signore tuo Dio ti dà. Non uccidere. Non commettere adulterio. Non rubare. Non pronunciare testimonianza falsa contro il tuo prossimo. Non desiderare la moglie del tuo prossimo. Non desiderare la casa del tuo prossimo, né il suo campo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna delle cose che sono del tuo prossimo...”.
(Dt 6,4/7) * ...Il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore; li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai...
(Dt 6,17/18) * ...Osserverete diligentemente i comandamenti del Signore vostro Dio, le istruzioni e le leggi che vi ha date. Farai ciò che è giusto e buono agli occhi del Signore, perché tu sia felice ed entri in possesso della fertile terra che il Signore giurò ai tuoi padri di darti ...
(Dt 7,25/26) * ...Darai alle fiamme le sculture dei loro dei; non bramerai e non prenderai per te il loro argento e oro che è su di quelle, altrimenti ne resterai come preso in trappola, perché sono un abominio per il Signore tuo Dio; non introdurrai quest’abominio in casa tua, perché sarai come esso votato allo sterminio; lo detesterai e lo avrai in abominio, perché è votato allo sterminio.
(Dt 8,12/14) * ...Quando avrai mangiato e ti sarai saziato, quando avrai costruito belle case e vi avrai abitato, quando avrai visto il tuo bestiame grosso e minuto moltiplicarsi, accrescersi il tuo argento e il tuo oro e abbondare ogni tua cosa, il tuo cuore non si inorgoglisca in modo da dimenticare il Signore tuo Dio che ti ha fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla condizione servile.
(Dt 22,8) * ...Quando costruirai una casa nuova, farai un parapetto intorno alla tua terrazza, per non attirare sulla tua casa la vendetta del sangue, qualora uno cada di là.
(Dt 33,27) * Rifugio è il Dio dei tempi antichi e quaggiù lo sono le sue braccia eterne.
(Gs 21,45) * Di tutte le belle promesse che il Signore aveva fatte alla casa d’Israele, non una andò a vuoto: tutto giunse a compimento.
(Gs 24,15) * ...Quanto a me e alla mia casa, vogliamo servire il Signore.
(Gs 24,26/27) * Poi Giosuè scrisse queste cose nel libro della legge di Dio; prese una grande pietra e la rizzò là, sotto il terebinto, che è nel santuario del Signore. Giosuè disse a tutto il popolo:” Ecco, questa pietra sarà una testimonianza per noi, perché essa ha udito tutte le parole che il Signore ci ha detto; essa servirà quindi da testimonio contro di voi, perché non rinneghiate il vostro Dio “.
(1 Sam 16,7) * Il Signore rispose a Samuele:” Non guardare al suo aspetto né all’imponenza della sua statura. Io l’ho scartato, perché io non guardo ciò che guarda l’uomo. L’uomo guarda l’apparenza, il Signore guarda il cuore “.
(2 Sam 7,1/29) * Quando il re si fu stabilito nella sua casa, e il Signore gli ebbe dato tregua da tutti i suoi nemici all’intorno, disse al profeta Natan:” Vedi, io abito in una casa di cedro, mentre l’arca di Dio sta sotto una tenda “. Natan rispose al re:” Va’, fa’ quanto hai in mente di fare, perché il Signore è con te “. Ma quella stessa notte fu rivolta a Natan questa parola del Signore:” Va’ e riferisci al mio servo Davide: Dice il Signore: Forse tu mi costruirai una casa, perché io vi abiti? Ma io non ho abitato in una casa da quando ho fatto uscire gli Israeliti dall’Egitto fino ad oggi; sono andato vagando sotto una tenda, in un padiglione. Finchè ho camminato, ora qua, ora là, in mezzo a tutti gli Israeliti, ho forse mai detto ad alcuno dei Giudici, a cui avevo comandato di pascere il mio popolo Israele: Perché non mi edificate una casa di cedro? Ora dunque riferirai al mio servo Davide: Così dice il Signore degli eserciti: Io ti presi dai pascoli, mentre seguivi il gregge, perché tu fossi il capo d’Israele mio popolo; sono stato con te dovunque sei andato; anche per il futuro distruggerò davanti a te tutti i tuoi nemici e renderò il tuo nome grande come quello dei grandi che sono sulla terra. Fisserò un luogo a Israele mio popolo e ve lo pianterò perché abiti in casa sua e non sia più turbato e gli iniqui non lo opprimano come in passato, al tempo in cui avevo stabilito i Giudici sul mio popolo Israele e gli darò riposo liberandolo da tutti i suoi nemici. Il Signore ti farà grande, poiché ti farà una casa. Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu giacerai con i tuoi padri, io assicurerò dopo di te la discendenza uscita dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Egli edificherà una casa al mio nome e io renderò stabile per sempre il trono del suo regno. Io gli sarò padre ed egli mi sarà figlio. Se farà il male, lo castigherò con verga d’uomo e con i colpi che danno i figli d’uomo, ma non ritirerò da lui il mio favore, come l’ho ritirato da Saul, che ho rimosso dal trono dinanzi a te. La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a me e il tuo trono sarà reso stabile per sempre “. Natan parlò a Davide con tutte queste parole e secondo questa visione. Allora il re Davide andò a presentarsi al Signore e disse:” Chi sono io, Signore Dio, e che cos’è mai la mia casa, perché tu mi abbia fatto arrivare fino a questo punto? E questo è parsa ancora poca cosa ai tuoi occhi, mio Signore: tu hai parlato anche della casa del tuo servo per un lontano avvenire: e questa è una legge per l’uomo, Signore Dio! Che potrebbe dirti di più Davide? Tu conosci il tuo servo, Signore Dio! Per amore della tua parola e secondo il tuo cuore hai compiuto tutte queste grandi cose, manifestandole al tuo servo. Tu sei davvero grande Signore Dio! Nessuno è come te e non vi è altro Dio fuori di te, proprio come abbiamo udito con i nostri orecchi. E chi è come il tuo popolo, come Israele, unica nazione sulla terra che Dio è venuto a riscattare come popolo per sé e a dargli un nome? In suo favore hai operato cose grandi e tremende, per il tuo paese, per il tuo popolo che ti sei riscattato dall’Egitto, dai popoli e dagli dei. Tu hai stabilito il tuo popolo Israele per essere tuo popolo per sempre; tu, Signore, sei divenuto il suo Dio. Ora, Signore, la parola che hai pronunciato riguardo al tuo servo e alla sua casa, confermala per sempre e fa’ come hai detto. Allora il tuo nome sarà magnificato per sempre così: Il Signore degli eserciti è il Dio di Israele! La casa del tuo servo Davide sia dunque stabile davanti a te! Poiché tu, Signore degli eserciti, Dio d’Israele, hai fatto una rivelazione al tuo servo e gli hai detto: Io ti edificherò una casa! Perciò il tuo servo ha trovato l’ardire di rivolgerti questa preghiera. Ora, Signore, tu sei Dio, le tue parole sono verità e hai promesso questo bene al tuo servo. Degnati dunque di benedire ora la casa del tuo servo, perché sussista sempre dinanzi a te! Poiché tu, Signore, hai parlato e per la tua benedizione la casa del tuo servo sarà benedetta per sempre! “.
(2 Sam 22,2/4) * Davide disse: “ Il Signore è la mia roccia, la mia fortezza, il mio liberatore, il mio Dio, la mia rupe in cui mi rifugio, il mio scudo, la mia salvezza, il mio riparo! Sei la mia roccaforte che mi salva: tu mi salvi dalla violenza. Invoco il Signore, degno di ogni lode, e sono liberato dai miei nemici.
(1 Re 6,11/13) * E il Signore parlò a Salomone e disse:” Riguardo al tempio che stai edificando, se camminerai secondo i miei decreti, se eseguirai le mie disposizioni e osserverai tutti i miei comandi, uniformando ad essi la tua condotta, io confermerò a tuo favore le parole dette da me a Davide tuo padre. Io abiterò in mezzo agli Israeliti; non abbandonerò il mio popolo Israele “.
(1 Re 9,1/7) * Quando Salomone ebbe terminato di costruire il tempio del Signore, la reggia e quanto aveva voluto attuare, il Signore apparve per la seconda volta a Salomone, come gli era apparso in Gabaon. Il Signore gli disse:” Ho ascoltato la preghiera e la supplica che mi hai rivolto; ho santificato questa casa, che tu hai costruito perché io vi ponga il mio nome per sempre. Se tu camminerai davanti a me, come camminò tuo padre, con cuore integro e con rettitudine, se adempirai quanto ti ho comandato, e se osserverai i miei statuti e i miei decreti, io stabilirò il trono del tuo regno su Israele per sempre, come ho promesso a Davide tuo padre: non ti mancherà mai uno che segga sul trono di Israele. Ma se voi e i vostri figli vi allontanerete da me, se non osserverete i comandi e i decreti che vi ho dato, se andrete a servire altri dei e a prostrarvi davanti ad essi, eliminerò Israele dal paese che gli ho dato, rigetterò da me il tempio che ho consacrato al mio nome; Israele diventerà la favola e lo zimbello di tutti i popoli...”.
(1 Re 11,38) * “... Se ascolterai quanto ti comanderò, se seguirai le mie vie e farai quanto è giusto ai miei occhi osservando i miei decreti e i miei comandi, come ha fatto Davide mio servo, io sarò con te e ti edificherò una casa stabile come l’ho edificata per Davide...”.
(1 Cr 29,16) * Signore nostro Dio, quanto noi abbiamo preparato per costruire una casa al tuo santo nome proviene da te, è tutto tuo.
(2 Cr 6,1/21) * Allora Salomone disse:” Il Signore ha deciso di abitare nella nube. Ora io ti ho costruito una casa sublime, un luogo ove tu possa porre per sempre la dimora ... Ma è proprio vero che Dio abita con gli uomini sulla terra? Ecco, i cieli e i cieli dei cieli non possono contenerti, tanto meno questa casa che ti ho costruita! Tuttavia volgiti alla preghiera del tuo servo e alla tua supplica, signore mio Dio; ascolta il grido e la preghiera che il tuo servo innalza a te. Siano i tuoi occhi aperti verso questa casa, giorno e notte, verso il luogo dove hai promesso di porre il tuo nome, per ascoltare la preghiera che il tuo servo innalza in questo luogo. Ascolta le suppliche del tuo servo e del tuo popolo Israele, quando pregheranno in questo luogo. Tu ascoltali dai cieli, dal luogo della tua dimora; ascolta e perdona!...”.
(2 Cr 7,12/20) * Il Signore apparve di notte a Salomone e gli disse:” Ho ascoltato la tua preghiera; mi sono scelto questo luogo come casa di sacrificio. Se chiuderò il cielo e non ci sarà più pioggia, se comanderò alle cavallette di divorare la campagna e se invierò la peste in mezzo al mio popolo, se il mio popolo, sul quale è stato invocato il mio nome, si umilierà, pregherà e ricercherà il mio volto, perdonerò il suo peccato e risanerò il suo paese. Ora i miei occhi sono aperti e i miei orecchi sono attenti alla preghiera fatta in questo luogo. Ora io mi sono scelto e ho santificato questo tempio perché la mia presenza vi resti sempre e lì siano sempre i miei occhi e il mio cuore. Se tu camminerai davanti a me come ha camminato Davide tuo padre, facendo quanto ti ho comandato, e osserverai i miei statuti e decreti, consoliderò il trono del tuo regno come ho promesso a Davide tuo padre dicendogli: non mancherà per te un successore che regni in Israele. Ma se voi devierete e abbandonerete i decreti e i comandi, che io ho posto innanzi a voi e andrete a servire dei stranieri e a prostrarvi a loro, vi sterminerò dal paese che vi ho concesso, e ripudierò questo tempio che ho consacrato al mio nome, lo renderò la favola e l’oggetto di scherno di tutti i popoli...”.
(2 Mac 2,29/31) * Come infatti in una casa nuova all’architetto tocca pensare a tutta la costruzione, mentre chi è incaricato di dipingere a fuoco e a fresco deve badare solo alla decorazione, così, penso, è per noi. L’entrare in argomento e il passare in rassegna i fatti e l’insinuarsi nei particolari, spetta all’ideatore dell’opera storica; curare il sunto dell’esposizione e tralasciare i complementi della narrazione storica, è riservato a chi fa opera di compendio.
(2 Mac 14,35/36) * “ Tu, Signore, che di nulla hai bisogno, ti sei compiaciuto di porre il tempio della tua abitazione in mezzo a noi. E ora tu, o santo, Signore di ogni santità, custodisci per sempre incontaminata questa tua casa che è stata da poco purificata “.
(2 Mac 15,34) * Tutti allora, rivolti verso il cielo, benedissero il Signore glorioso dicendo: ” Benedetto colui che ha conservato la sua dimora inviolata “.
(Sal 15,1/3) * Signore, chi abiterà nella tua tenda? Chi dimorerà sul tuo santo monte? Colui che cammina senza colpa, agisce con giustizia, e parla lealmente, chi non dice calunnia con la sua lingua, non fa danno al suo prossimo e non lancia insulto al suo vicino.
(Sal 18,2/3) * Ti amo Signore, mia forza, Signore, mia roccia, mia fortezza, mio liberatore; mio Dio, mia rupe, in cui trovo riparo; mio scudo e baluardo, mia potente salvezza.
(Sal 23,1/6) * Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla; su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce,... Felicità e grazia mi saranno compagne tutti i giorni della mia vita, e abiterò nella casa del Signore per lunghissimi anni.
(Sal 26,8) * Signore, amo la casa dove dimori e il luogo dove abita la tua gloria.
(Sal 27,4/6) * Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita, per gustare la dolcezza del Signore ed ammirare il suo santuario. Egli mi offre un luogo di rifugio nel giorno della sventura. Mi nasconde nel segreto della sua dimora, mi solleva sulla rupe. E ora rialzo la testa sui nemici che mi circondano; immolerò nella sua casa sacrifici d’esultanza, inni di gioia canterò al Signore.
(Sal 31,20/22) * Quanto è grande la tua bontà, Signore! La riservi per coloro che ti temono, ne ricolmi chi in te si rifugia davanti agli occhi di tutti. Tu li nascondi al riparo del tuo volto, lontano dagli intrighi degli uomini; li metti al sicuro nella tua tenda, lontano dalla rissa delle lingue. Benedetto il Signore, che ha fatto per me meraviglie di grazia in una fortezza inaccessibile.
(Sal 33,13/15) * Il Signore guarda dal cielo, egli vede tutti gli uomini. Dal luogo della sua dimora scruta tutti gli abitanti della terra, lui che, solo, ha plasmato il loro cuore e comprende tutte le loro opere.
(Sal 36,8/9) * Quanto è preziosa la tua grazia, o Dio! Si rifugiano gli uomini all’ombra delle tue ali, si saziano dell’abbondanza della tua casa e li disseti al torrente delle tue delizie.
(Sal 49,13/15) * Ma l’uomo nella prosperità non comprende, è come gli animali che periscono. Questa è la sorte di chi confida in se stesso, l’avvenire di chi si compiace nelle sue parole. Come pecore sono avviati agli inferi, sarà loro pastore la morte; scenderanno a precipizio nel sepolcro, svanirà ogni loro parvenza: gli inferi saranno la loro dimora.
(Sal 61,4/6) * Tu sei per me rifugio, torre salda davanti all’avversario. Dimorerò nella tua tenda per sempre, all’ombra delle tue ali troverò riparo; perché tu, Dio, hai ascoltato i miei voti, mi hai dato l’eredità di chi teme il tuo nome.
(Sal 62,2/8) * Solo in Dio riposa l’anima mia; da lui la mia salvezza. Lui solo è mia rupe e mia salvezza, mia roccia di difesa: non potrò vacillare ... Solo in Dio riposa l’anima mia, da lui la mia speranza. Lui solo è mia rupe e mia salvezza, mia roccia di difesa: non potrò vacillare. In Dio è la mia salvezza e la mia gloria; il mio saldo rifugio, la mia difesa è in Dio.
(Sal 65,4/6) * Pesano su di noi le nostre colpe, ma tu perdoni i nostri peccati. Beato chi hai scelto e chiamato vicino, abiterà nei tuoi atri. Ci sazieremo dei beni della tua casa, della santità del tuo tempio.
(Sal 71,5/7) * Sei tu, Signore, la mia speranza, la mia fiducia fin dalla mia giovinezza. Su di te mi appoggiai fin dal grembo materno, dal seno di mia madre tu sei il mio sostegno; a te la mia lode senza fine. Sono parso a molti quasi un prodigio: eri tu il mio rifugio sicuro.
(Sal 73,28) * Il mio bene è stare vicino a Dio: nel Signore Dio ho posto il mio rifugio.
(Sal 84,5/11) * Beato chi abita la tua casa: sempre canta le tue lodi! Beato chi trova in te la sua forza e decide nel suo cuore il santo viaggio ... Per me un giorno nei tuoi atri è più che mille altrove, stare sulla soglia della casa del mio Dio è meglio che abitare nelle tende degli empi.
(Sal 101,7) * Non abiterà nella mia casa chi agisce con inganno, chi dice menzogne non starà alla mia presenza.
(Sal 115,13/18) * Il Signore benedice quelli che lo temono, benedice i piccoli e i grandi. Vi renda fecondi il Signore, voi e i vostri figli. Siate benedetti dal Signore, che ha fatto cielo e terra. I cieli sono i cieli del Signore, ma ha dato la terra ai figli dell’uomo. Non i morti lodano il Signore, né quanti scendono nella tomba. Ma noi, i viventi, benediciamo il Signore ora e per sempre.
(Sal 118,21/27) * Ti rendo grazie, perché mi hai esaudito, perché sei stato la mia salvezza. La pietra scartata dai costruttori è divenuta testata d’angolo; ecco l’opera del Signore: una meraviglia ai nostri occhi. Questo è il giorno fatto dal Signore: rallegriamoci ed esultiamo in esso. Dona, Signore, la tua salvezza, dona, Signore, la tua vittoria! Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Vi benediciamo dalla casa del Signore; Dio, il Signore è nostra luce.
(Sal 122,1/9) * Quale gioia, quando mi dissero:” Andremo alla casa del Signore “. E ora i nostri piedi si fermano alle tue porte, Gerusalemme! Gerusalemme è costruita come città salda e compatta... Per la casa del Signore nostro Dio, chiederò per te il bene.
(Sal 127,1/2) * Se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori. Se il Signore non custodisce la città, invano veglia il custode. Invano vi alzate di buon mattino, tardi andate a riposare e mangiate pane di sudore: il Signore ne darà ai suoi amici nel sonno.
(Sal 128,1/4) * Beato l’uomo che teme il Signore e cammina nelle sue vie. Vivrai del lavoro delle tue mani, sarai felice e godrai d’ogni bene. La tua sposa come vite feconda nell’intimità della tua casa; i tuoi figli come virgulti d’ulivo intorno alla tua mensa. Così sarà benedetto l’uomo che teme il Signore.
(Sal 132,3/5) * Non entrerò sotto il tetto della mia casa, non mi stenderò sul mio giaciglio, non concederò sonno ai miei occhi né riposo alle mie palpebre, finché non trovi una sede per il Signore.
(Sal 134,1/2) * Ecco, benedite il Signore, voi tutti servi del Signore; voi che state nella casa del Signore durante le notti. Alzate le mani verso il tempio e benedite il Signore.
(Sal 135,1/3) * Lodate il nome del Signore, lodatelo, servi del Signore, voi che state nella casa del Signore, negli atri della casa del nostro Dio. Lodate il Signore: il Signore è buono; cantate inni al suo nome, perché è amabile.
(Pro 2,20/22) * Per questo tu camminerai sulla strada dei buoni e ti atterrai ai sentieri dei giusti, perché gli uomini retti abiteranno nel paese e gli integri vi resteranno, ma i malvagi saranno sterminati dalla terra, gli infedeli ne saranno strappati.
(Pro 8,12/36) * Io, la Sapienza, possiedo la prudenza e ho la scienza e la riflessione. Temere il Signore è odiare il male: io detesto la superbia, l’arroganza, la cattiva condotta e la bocca perversa. A me appartiene il consiglio e il buon senso, io sono l’intelligenza, a me appartiene la potenza. Per mezzo mio regnano i re e i magistrati emettono giusti decreti; per mezzo mio i capi comandano e i grandi governano con giustizia. Io amo coloro che mi amano e quelli che mi cercano mi troveranno. Presso di me c’è ricchezza e onore, sicuro benessere ed equità. Il mio frutto val più dell’oro, dell’oro fino, il mio provento più dell’argento scelto. Io cammino sulla via della giustizia e per i sentieri dell’equità, per dotare di beni quanti mi amano e riempire i loro forzieri. Il Signore mi ha creato all’inizio della sua attività, prima di ogni sua opera, fin d’allora. Dall’eternità sono stata costituita, fin dal principio, dagli inizi della terra. Quando non esistevano gli abissi, io fui generata; quando ancora non vi erano le sorgenti cariche d’acqua; prima che fossero fissate le basi dei monti, prima delle colline, io sono stata generata. Quando ancora non aveva fatto la terra e i campi, né le prime zolle del mondo; quando egli fissava i cieli, io ero là; quando tracciava un cerchio sull’abisso; quando condensava le nubi in alto, quando fissava le sorgenti dell’abisso; quando stabiliva al mare i suoi limiti, sicchè le acque non oltrepassassero la spiaggia; quando disponeva le fondamenta della terra, allora io ero con lui come architetto ed ero la sua delizia ogni giorno, mi rallegravo davanti a lui in ogni istante; mi ricreavo sul globo terrestre, ponendo le mie delizie tra i figli dell’uomo. Ora, figli, ascoltatemi: beati quelli che seguono le mie vie! Ascoltate l’esortazione e siate saggi, non trascuratela! Beato l’uomo che mi ascolta, vegliando ogni giorno alle mie porte, per custodire attentamente la soglia. Infatti, chi trova me trova la vita, e ottiene favore dal Signore; ma chi pecca contro di me, danneggia se stesso; quanti mi odiano amano la morte.
(Pro 9,1/6) * La Sapienza si è costruita la casa, ha intagliato le sue sette colonne. Ha ucciso gli animali, ha preparato il vino e ha imbandito la tavola. Ha mandato le sue ancelle a proclamare sui punti più alti della città:” Chi è inesperto accorra qui! “. A chi è privo di senno essa dice:” Venite, mangiate il mio pane, bevete il vino che io ho preparato. Abbandonate la stoltezza e vivrete, andate diritti per la via dell’intelligenza “.
(Pro 11,11) * Con la benedizione degli uomini retti si innalza una città, la bocca degli empi la demolisce.
(Pro 14,1/11) * La sapienza di una massaia costruisce la casa, la stoltezza la demolisce con le mani... La casa degli empi rovinerà, ma la tenda degli uomini retti avrà successo.
(Pro 15,6/27) * Nella casa del giusto c’è abbondanza di beni, sulla rendita dell’empio incombe il dissesto... Il Signore abbatte la casa dei superbi e rende saldi i confini della vedova... Sconvolge la sua casa chi è avido di guadagni disonesti; ma chi detesta i regali vivrà.
(Pro 16,1/3) * All’uomo appartengono i progetti della mente, ma dal Signore viene la risposta... Affida al Signore la tua attività e i tuoi progetti riusciranno.
(Pro 17,1/13) * Un tozzo di pane secco con tranquillità è meglio di una casa piena di banchetti festosi e di discordia... Chi rende male per bene vedrà sempre la sventura in casa.
(Pro 18,10) * Torre fortissima è il nome del Signore: il giusto vi si rifugia ed è al sicuro.
(Pro 19,14) * La casa e il patrimonio si ereditano dai padri, ma una moglie assennata è dono del Signore.
(Pro 24,3/27) * Con la sapienza si costruisce la casa e con la prudenza si rende salda; con la scienza si riempiono le sue stanze di tutti i beni preziosi e deliziosi... Non insidiare, o malvagio, la dimora del giusto, non distruggere la sua abitazione, perché se il giusto cade sette volte, egli si rialza, ma gli empi soccombono nella sventura... Sistema i tuoi affari di fuori e fatti i lavori nei campi e poi costruisciti la casa.
(Qo 7,2/4) * E’ meglio andare in una casa in pianto che andare in una casa in festa; perché quella è la fine d’ogni uomo e chi vive ci rifletterà. E’ preferibile la mestizia al riso, perché sotto un triste aspetto il cuore è felice. Il cuore dei saggi è in una casa in lutto e il cuore degli stolti in una casa in festa.
(Qo 10,18) * Per negligenza il soffitto crolla e per l’inerzia delle mani piove in casa.
(Sir 1,14/16) * Pienezza della sapienza è temere il Signore; essa inebria di frutti i propri devoti. Tutta la loro casa riempirà di cose desiderabili, i magazzini dei suoi frutti. Corona della sapienza è il timore del Signore; fa fiorire la pace e la salute.
(Sir 3,9) * La benedizione del padre consolida le case dei figli, la maledizione della madre ne scalza le fondamenta.
(Sir 29/34) * Non portare in casa qualsiasi persona, perché sono molte le insidie del fraudolento... Ospita un estraneo, ti metterà sottosopra ogni cosa e ti renderà estraneo ai tuoi.
(Sir 21/8) * Chi costruisce la sua casa con ricchezze altrui è come chi ammucchia pietre per l’inverno.
(Sir 22,16) * Una travatura di legno ben connessa in una casa non si scompagina in un terremoto, così un cuore deciso dopo una matura riflessione non verrà meno al momento del pericolo.
(Sir 26,16) * Il sole risplende sulle montagne del Signore, la bellezza di una donna virtuosa adorna la sua casa.
(Sir 27,3) * Se uno non si aggrappa in fretta al timor del Signore, la sua casa andrà presto in rovina.
(Sir 29,21/22) * Indispensabili alla vita sono l’acqua, il pane, il vestito e una casa che serva da riparo. E’ meglio vivere da povero sotto un tetto di tavole, che godere di cibi sontuosi in case altrui.
(Is 4,6) * Una tenda fornirà ombra contro il caldo di giorno e rifugio e riparo contro i temporali e contro la pioggia.
(Is 24,5) * La terra è stata profanata dai suoi abitanti, perché hanno trasgredito le leggi, hanno disobbedito al decreto, hanno infranta l’alleanza eterna.
(Is 26,4) * Confidate nel Signore sempre, perché il Signore è una roccia eterna.
(Is 28,16/18) * Dice il Signore Dio:” Ecco io pongo una pietra in Sion, una pietra scelta, angolare, preziosa, saldamente fondata; chi crede non vacillerà. Io porrò il diritto come misura e la giustizia come una livella. La grandine spazzerà via il vostro rifugio fallace, le acque travolgeranno il vostro riparo. Sarà cancellata la vostra alleanza con la morte; la vostra lega con gli inferi non reggerà.
(Is 32,15/20) * Ma infine in noi sarà infuso uno spirito dall’alto; allora il deserto diventerà un giardino e il giardino sarà considerato una selva. Nel deserto prenderà dimora il diritto e la giustizia regnerà nel giardino. Effetto della giustizia sarà la pace, frutto del diritto una perenne sicurezza. Il mio popolo abiterà in una dimora di pace, in abitazioni tranquille, in luoghi sicuri, anche se la selva cadrà e la città sprofonderà. Beati voi! Seminerete in riva a tutti i ruscelli e lascerete in libertà buoi e asini.
(Is 33,5/16) * Eccelso è il Signore poiché dimora lassù; egli riempie Sion di diritto e di giustizia. C’è sicurezza nelle sue leggi, ricchezze salutari sono sapienza e scienza; il timore di Dio è il suo tesoro... Chi cammina nella giustizia e parla con lealtà, chi rigetta un guadagno frutto di angherie, scuote le mani per non accettare regali, si tura gli orecchi per non udire fatti di sangue, chiude gli occhi per non vedere il male: costui abiterà in alto, fortezze sulle rocce saranno il suo rifugio, gli sarà dato il pane, avrà l’acqua assicurata.
(Is 49,16/17) * Ecco, ti ho disegnato sulle palme delle mie mani, le tue mura sono sempre davanti a me. I tuoi costruttori accorrono, i tuoi distruttori e i tuoi devastatori si allontanano da te.
(Is 56,6/8) * “... Gli stranieri, che hanno aderito al Signore per servirlo e per amare il nome del Signore, e per essere suoi servi, quanti si guardano dal profanare il sabato e restano fermi nella mia alleanza, li condurrò sul mio monte santo e li colmerò di gioia nella mia casa di preghiera. I loro olocausti e i loro sacrifici saliranno graditi sul mio altare, perché il mio tempio si chiamerà casa di preghiera per tutti i popoli “.
(Is 57,15) * Poiché così parla l’Alto e l’Eccelso, che ha una sede eterna e il cui nome è santo: In luogo eccelso e santo io dimoro, ma sono anche con gli oppressi e gli umiliati, per ravvivare lo spirito degli umili e rianimare il cuore degli oppressi.
(Is 58,6/12) * Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo? Non consiste forse nel dividere il pane con l’affamato, nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo, senza distogliere gli occhi da quelli della tua gente? Allora la tua luce sorgerà come l’aurora, la tua ferita si rimarginerà presto. Davanti a te camminerà la tua giustizia, la gloria del Signore ti seguirà. Allora lo invocherai e il Signore ti risponderà; implorerai aiuto ed egli ti dirà:” Eccomi! “. Se toglierai di mezzo a te l’oppressione, il puntare il dito e il parlare empio, se offrirai il pane all’affamato, se sazierai chi è digiuno, allora brillerà fra le tenebre la tua luce, la tua oscurità sarà come il meriggio. Ti guiderà sempre il Signore, ti sazierà in terreni aridi, rinvigorirà le tue ossa; sarai come un giardino irrigato e come una sorgente le cui acque non inaridiscono. La tua gente riedificherà le antiche rovine, ricostruirai le fondamenta di epoche lontane. Ti chiameranno riparatore di brecce, restauratore di case in rovina per abitarvi.
(Is 60,18) * Non si sentirà più parlare di prepotenza nel tuo paese, di devastazione e di distruzione entro i tuoi confini. Tu chiamerai salvezza le tue mura e gloria le tue porte.
(Is 62,1/5) * Per amore di Sion non tacerò, per amore di Gerusalemme non mi darò pace, finché non sorga come stella la sua giustizia e la sua salvezza non risplenda come lampada. Allora i popoli vedranno la tua giustizia, tutti i re la tua gloria; ti si chiamerà con un nome nuovo che la bocca del Signore indicherà. Sarai una magnifica corona nella mano del Signore, un diadema regale nella palma del tuo Dio. Nessuno ti chiamerà più Abbandonata, né la tua terra sarà più detta Devastata, ma tu sarai chiamata Mio compiacimento e la tua terra, Sposata, perché il Signore si compiacerà di te e la tua terra avrà uno sposo. Sì, come un giovane sposa una vergine, così ti sposerà il tuo architetto; come gioisce lo sposo per la sposa, così il tuo Dio gioirà per te.
(Is 65,21/22) * Fabbricheranno case e le abiteranno, pianteranno vigne e ne mangeranno il frutto. Non fabbricheranno perché un altro vi abiti, né pianteranno perché un altro mangi, poiché quali i giorni dell’albero, tali i giorni del mio popolo. I miei eletti useranno a lungo quanto è prodotto dalle loro mani.
(Is 66,1/2) * Così dice il Signore:” Il cielo è il mio trono, la terra lo sgabello dei miei piedi. Quale casa mi potrete costruire? In quale luogo potrei fissare la dimora? Tutte queste cose ha fatto la mia mano ed esse sono mie: oracolo del Signore. Su chi volgerò lo sguardo? Sull’umile e su chi ha lo spirito contrito e su chi teme la mia parola.
(Ger 7,3/7) * Così dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele:” Migliorate la vostra condotta e le vostre azioni e io vi farò abitare in questo luogo. Pertanto non confidate nelle parole menzognere, di coloro che dicono: tempio del Signore, tempio del Signore, tempio del Signore è questo! Poiché, se veramente emenderete la vostra condotta e le vostre azioni, se realmente pronunzierete giuste sentenze fra un uomo e il suo avversario; se non opprimerete lo straniero, l’orfano e la vedova, se non spargerete il sangue innocente in questo luogo e se non seguirete per vostra disgrazia altri dei, io vi farò abitare in questo luogo, nel paese che diedi ai vostri padri da lungo tempo e per sempre...”.
(Ger 17,17) * Non essere per me causa di spavento, Tu mio solo rifugio nel giorno della sventura.
(Ger 22,13) * Guai a chi costruisce la casa senza giustizia e il piano di sopra senza equità, che fa lavorare il suo prossimo per nulla, senza dargli la paga.
(Bar 3,24/25) * Israele, quanto è grande la casa di Dio, quanto è vasto il luogo del suo dominio! E’ grande e non ha fine, è alto e non ha misura!
(Ez 28,25/26) * Così dice il Signore Dio:” Quando avrò radunato gli Israeliti di mezzo ai popoli fra i quali sono dispersi, io manifesterò in essi la mia santità davanti alle genti: abiteranno il paese che diedi al mio servo Giacobbe, vi abiteranno tranquilli, quando avrò eseguito i miei giudizi su tutti coloro che intorno li disprezzano: e sapranno che io sono il Signore loro Dio “.
(Ez 36,33/36) * Così dice il Signore Dio:” Quando vi avrò purificati da tutte le vostre iniquità, vi farò riabitare le vostre città e le vostre rovine saranno ricostruite. Quella terra desolata, che agli occhi di ogni viandante appariva un deserto, sarà ricoltivata e si dirà: la terra, che era desolata, è diventata ora come il giardino dell’Eden, le città rovinate, desolate e sconvolte, ora sono fortificate e abitate. I popoli che saranno rimasti attorno a voi sapranno che io, il Signore, ho ricostruito ciò che era distrutto e ricoltivato la terra che era un deserto. Io, il Signore, l’ho detto e lo farò “.
(Ez 37,26/27) * Farò con loro un’alleanza di pace, che sarà con loro un’alleanza eterna. Li stabilirò e li moltiplicherò e porrò il mio santuario in mezzo a loro per sempre. In mezzo a loro sarà la mia dimora: io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo.
(Ez 44,30) * La parte migliore di tutte le vostre primizie e ogni specie di offerta apparterranno ai sacerdoti: così darete al sacerdote le primizie dei vostri macinati, per far posare la benedizione sulla vostra casa.
(Os 8,14) * Israele ha dimenticato il suo creatore, si è costruito palazzi; Giuda ha moltiplicato le sue fortezze. Ma io manderò il fuoco sulle loro città e divorerà l