ARCHITETTURA ORGANICA

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ARCHITETTI ORGANICI : 

architetti che hanno applicato i principi dell'Architettura Organica

 

 ARCHITETTI ORGANICI ITALIA   : Luigi Pellegrin


 

 

LUIGI  PELLEGRIN

Architettura organica sperimentale  (1925-2001)           

      

Luigi Pellegrin è nato a Courcelette , in Francia , nel 1925 . Laureatosi a Roma è tra i maggiori esponenti dell'Architettura Organica in Italia . Ancora giovanissimo conosce Frank Lloyd Wright quando venne in Italia nel 1951 . Entra a far parte dell'A.P.A.O. , Associazione Per l'Architettura Organica fondata da Bruno Zevi a Roma nel 1945 . Ben presto sviluppa una sua originale architettura organica sperimentale in cui si innestano motivi espressionisti , tecnologici e scientifici . Luigi Pellegrin ha sempre evidenziato la priorità dello spazio-tempo non come scelta linguistica , ma come materiale specifico dell'architettura . Fin dall'inizio Pellegrin ha concepito la forma in funzione dello spazio-tempo ; ma in seguito le ha dato crescita e alterazione progressiva , identificando la qualità col processo di mutamento . Tale processo si legittima quando ricrea un autonomo comporsi biologico tra comunità umana sul pianeta e i suoi strumenti di vita , una simbiosi disalienante che Pellegrin trovò in Louis Sullivan .

Pellegrin inizia la sua carriera di architetto/realizzatore all’inizio degli Anni 50. Ma la sua vocazione è assai precoce. Nato da una famiglia di solidi costruttori friulani, all’età di 5 anni è condotto dal padre, una domenica mattina, a vedere le fondazioni di un edificio che egli faceva con Brasini. E’ la prima  rivelazione. Per altri cinque anni il giovane Pellegrin, ne seguì, affascinato la costruzione e costruì nel contempo una sua idea di architettura che più tardi così riassumerà:

“L’architetto non è una figura professionale, è un’entità scelta dal gruppo sociale per visualizzare e costruire il livello di qualità raggiunto da quel gruppo; l’organismo realizzato funzionerà allora da incubatrice, organizzando in scambi positivi i conflitti reali del momento”.

Si iscrive tardi alla Facoltà di Architettura di Roma. A 21 anni. Poi va negli Stati Uniti prima a New Orleans e poi a Chicago e qui ha la sua seconda rivelazione. Conosce l’opera di Sullivan e di Wright da cui assorbe, per sempre, indelebilmente, il senso della spazialità, della tecnologia e quello missionario della professione d’architetto.

Sino alla fine degli Anni ‘70 Pellegrin realizza circa 300 edifici, di cui 200 scuole; molte delle quali costruite utilizzando uno dei 14 brevetti per sistemi di prefabbricazione da lui inventati. Uno di questi edifici è dichiarato “monumento nazionale”. Lavora anche all’estero in Venezuela, Nigeria, Ciad, Spagna, Senegal, Arabia Saudita. Dagli Anni ‘80 si occupa essenzialmente delle grandi pianificazioni a scala urbana e regionale con l’idea di eliminare la separazione tra Architettura e Urbanistica. Collabora con Rogers e Halprin al piano per Novoli a Firenze, elabora il master plan per le FS di Roma e poi altri piani per Torino, Siracusa, Sant’ Antonio in Texas e altri in Venezuela e altrove. Muore a Roma il 15 settembre 2001 .

 

        

                  Villa Bifamiliare sull'Aurelia a Roma , 1964 .

 

Scrive Bruno Zevi su quest'opera di Luigi Pellegrin :

" ... L'edificio ,  realizzato nel 1964 , presenta un accentuato sperimentalismo , che è subito evidente nel gran numero , o addirittura nell'eccesso dei materiali . Osservando la planimetria si potrebbe attribuire al progetto una generatrice a spirale  , ma questa interpretazione non è soddisfacente , in quanto è altrettanto decisivo della spirale , se non di più , un asse longitudinale . La possibilità di una lettura morfologicamente unitaria viene negata dalla presenza di cinque elementi volumetrici autonomi , leggibili e aggregati : l'asse , un cerchio e tre prismi triangolari , evidenti in pianta e in sezione . La casa , dice Pellegrin , " è l'inizio della frantumazione " . La spazialità non è un'intuizione geometrica unitaria , a quattro dimensioni , cui le forme si adeguino . Le componenti cariche di energie multidimensionali e aggreganti si sottraggono al dogma di una idea-blocco , ad una concezione unica . Il processo ideativo consiste nella frantumazione in parti , nella trasformazione degli elementi in matrici e infine nel loro assemblaggio . L'architetto si dimostra perfettamente padrone delle tecnologie edilizie e prefabbricative , nonché di quelle del design ... ".

 

Write Bruno Zevi of the work of Luigi Pellegrin :

" ... Built in 1964 , the house has a strong experimental input immediately noticeable in the abundant range of materials brought into play - almost too many . From the floor plan , the layout seems to develop along a spiral , and yet there is equal emphasis on the longitudinal axis . Any attempt to attribute a unitary morphology to the building is thwarted by the existence of five separate and clearly definable spatial devices : the axis , a circle and three triangular prisms , all of which are quite evident in both the floor plan and in section . The house , Pellegrin says , captures " the beginning of disintegration " . Layout , he considers , is not a four-dimensional unitary geometric intuition to which forms should adapt themselves . In this building the elements are charged with a multidimensional and collective energy that shuns the dogma of the block as a unitary mass . The conceptual process consists in splitting the elements into parts , transforming them into matrices , and reassembling them . The architect demonstrates his mastery of building technology and prefabrication , and a deep understanding of design .

 

 

 

" ... Forse hanno vinto gli uccelli che hanno capito che abitare il Pianeta era più degno e salubre se era appoggiarsi part-time, coabitando terra e cielo.
Non ho modo per risolvere il dubbio , ho solo modo di esercitarmi per assomigliare agli uccelli... "

                      (Luigi Pellegrin; Metamorfosi-Quaderni di Architettura n°40-41, giugno 2000)
 

 

 

 


 

Fonte :

- Linguaggi dell'architettura contemporanea , di Bruno Zevi , EtasLibri , Milano , 1998.

- L'architettura , cronache e storia , ottobre 1980 , N°300 .

- Venti progetti per il futuro del Lingotto , Etas Libri , Milano , 1984 .

- www.luigipellegrin.it/LuigiPellegrin_file/v3_document.htm

- www.luigipellegrin.it

 

 

 

 

 

 


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